Cartello anti Covid-19 riportante capienza massima locali di ristorazione

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Come è noto, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera ee) del DPCM 13 ottobre 2020, come modificato dal DPCM 18 ottobre 2020, gli esercenti le attivita’ dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono tenuti ad esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Il numero massimo da riportare nel cartello si ricaverà, a nostro avviso, attraverso l’applicazione dei criteri determinati all’interno delle linee guida per la ristorazione, di cui all’allegato 9 al DPCM 13 ottobre, tenendo presente, per i locali ove è previsto il consumo al tavolo, l’ulteriore previsione, aggiunta dalla norma sopra menzionata, secondo cui non può essere superato il numero massimo di sei persone per tavolo.


Per i locali che prevedono il consumo ai tavoli, le linee guida affermano che “i tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet”. “In tali attività non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere”.


Quanto agli esercizi dove non vi sia consumo al tavolo, le linee guida affermano che negli esercizi che non dispongono di posti a sedere vi è obbligo di consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di distanza; inoltre, “la consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale”.


Spetta dunque ai titolari degli esercizi, sia nel caso di presenza di consumo al tavolo che di assenza di tale servizio, determinare in base ai predetti criteri il numero massimo di persone ammesse nel locale e riportarlo sul cartello esposto all’ingresso.

Per i locali pubblici la cui attività preveda sia il consumo ai tavoli che al banco, si ritiene possa procedersi ad un computo complessivo, risultante dalla sommatoria delle presenze ammesse con riferimento all’area con consumo ai tavoli (in relazione alla quale il servizio, come è noto, deve terminare alle ore 24,00) e al banco (dove il servizio termina obbligatoriamente invece alle ore 18,00).


Da tenere presente che la vendita per asporto dei prodotti normalmente somministrati e delle bevande (secondo regole che possono variare a seconda delle varie legislazioni regionali) è ammessa negli esercizi della ristorazione fino alle 24,00, sebbene con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale.


Ciò vuol dire che gli esercizi che interrompono alle 18,00 l’attività di somministrazione, non prevedendo consumo al tavolo, possono continuare a vendere i prodotti per asporto: i clienti dovranno essere opportunamente avvisati di non poter consumare tali prodotti nel locale o nelle immediate adiacenze.


Anche i locali che offrono il servizio al tavolo possono ovviamente cedere, come sempre, i propri prodotti per asporto. Dovendosi assicurare all’interno del locale la presenza massima di clienti riportata nel cartello e comunque dovendosi evitare ogni ipotetico rischio di contagio, si evidenzia l’opportunità di organizzare la consegna del prodotto con modalità tali da escludere la presenza degli acquirenti nei locali ove avviene la somministrazione dei cibi.

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