Regione Liguria: ordinanza 22/2020

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Regione Liguria ha appena emanato l’ordinanza (la numero 22) con la quale autorizza a partire da domani, 27 aprile:

  1. la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e da parte delle attività artigiane del settore dolciario/alimentare con esclusione degli esercizi e e delle attività in aree o spazi pubblici in cui è interdetto l’accesso. La vendita per asporto sarà effettuata, ove possibile, previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengono per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce e nel rispetto delle misure di cui all’All. 5 del DPCM 10 aprile 2020. Allo stesso modo è consentito l’asporto in quegli esercizi di ristorazione per i quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo;
  2. resta sospesa per gli esercizi di cui al punto 1 ogni forma di consumo sul posto di alimenti e bevande;
  3. è consentita la vendita di calzature per bambini sia all’interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini che nei negozi che commercializzano esclusivamente calzature per bambini;
  4. è consentita l’attività da parte degli esercizi di toelettatura degli animali di compagnia, purché il servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza nella modalità “consegna animale – toelettatura – ritiro animale”, garantendo il distanziamento sociale;
  5. è consentita la vendita in esercizi anche esclusivamente commerciali al dettaglio, quali fiorerie, di prodotti florovivaistici;
  6. nelle giornate di domenica fino al 10 maggio 2020 l’orario di chiusura dei punti vendita degli esercizi commerciali per i quali è prevista l’apertura dai provvedimenti statali è fissato entro le ore 15,00;
  7. nella giornata del 1° maggio gli esercizi commerciali restano chiusi tutto il giorno.

Come Associazione di Categoria ricordiamo che l’Ordinanza in oggetto comunica esclusivamente una possibilità e non un obbligo per cui la decisione di riaprire l’attività è strettamente individuale. Qualora si optasse per una parziale ripresa dell’esercizio riteniamo opportuno fare il punto sulle regole vigenti con riferimento alle misure di sicurezza e alle norme precauzionali, anche relative alla corretta igineinizzazione degli ambienti.

Occorre anzitutto ricordare che le prime norme da rispettare, per tutti e in generale, sono quelle previste dall’allegato 4 al DPCM del 10 aprile 2020:

  • Misure igienico-sanitarie

a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

c) evitare abbracci e strette di mano;

d) mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;

e) praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Vanno poi rispettate le regole previste per gli esercizi commerciali dall’allegato 5 del sopracitato DPCM:

  • Misure per gli esercizi commerciali

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.

2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura.

3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.

4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.

6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:

   a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;

   b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;

   c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

  • Pulizia degli ambienti di lavoro

Per quanto concerne la corretta pulizia e igienizzazione degli ambienti citiamo, anche se ci preme evidenziare come si parli di “decontaminazione”, le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute:

A causa della possibile sopravvivenza del virus nellambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda luso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dallipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI 

Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari.

Evidenziamo che sarebbe opportuno tenere traccia, in caso di ispezione, di tali adempimenti e suggeriamo al datore di lavoro o suo delegato di registrarli su supporto cartaceo o informatico.

Segnaliamo, inoltre, che stiamo chiedendo al Governo una norma speciale di esonero sulla responsabilità degli imprenditori. Le condotte poste in essere in attuazione del piano di sicurezza previste nel “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 e integrato in data 24 aprile, non possono dare luogo a responsabilità civile e penale del datore di lavoro e dei soggetti da questi funzionalmente delegati.

Come già dettagliatamente espresso ricordiamo che le disposizioni in essere nel DPCM del 10 aprile estendono il credito d’imposta attribuito per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, di cui all’articolo 64 del DL Cura Italia, includendo, secondo le misure e nei limiti di spesa complessivi ivi previsti, anche quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, ovvero all’acquisto e all’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale. Il comma 2 dispone che con decreto del MISE di concerto con il MEF da adottare ai sensi del comma 2 dell’articolo 64 del DL Cura Italia sono stabiliti altresì criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta.

  • Attività Sindacale

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A Conclusione ci preme sottolineare come l’impegno portato avanti in questo difficile periodo dagli uffici Confesercenti è proseguito con la stessa passione e dedizione nei tavoli di rappresentanza siano essi quelli Comunali, Regionali o Nazionali. 

A semplice titolo esemplificativo l’impegno sindacale portato avanti da Fiepet Confesercenti si traduce in azioni quali:

  • Misure di distanziamento concretamente applicabili;
  • Ampliamento degli spazi all’aperto in deroga senza oneri aggiuntivi;
  • Prolungamento della cassa integrazione e decontribuzione per i lavoratori che tornano attivi;
  • Azzeramento tributi locali per i mesi di chiusura forzata e netto abbattimento per i mesi di restrizione;
  • Riduzione del 50% delle aliquote IRAP per la somministrazione;
  • Azzeramento costi moneta elettronica e abbattimento commissioni buoni pasto;
  • Indennizzo a fondo perduto per i mesi di chiusura;
  • Intervento sugli affitti e le utenze per ridurre significativamente l’incidenza dei costi fissi aziendali;

Per maggiori informazioni circa le modalità da adottare, anche in merito all’integrazione del piano di autocontrollo previsto per le consegne a domicilio, vi ricordo che è possibile mandare una mail a fabio.lombardi@confesercenti.sp.it oppure fabrizio.capellini@confesercenti.sp.it