COVID-19: le Faq di Confesercenti per rispondere alle tante informazioni operative per le pratiche legate all’emergenza Coronavirus

confesercentiCAF, Commercio, Confesercenti, Credito, Fiscale, Servizi, Turismo, Ufficio Paghe, Uncategorized

Quelle che seguono sono alcune Faq di tipo operativo che molti di voi ci state rivolgendo in questo momento.

Vi ricordiamo che potete contattare gli uffici Confesercenti a questi recapiti:

Ufficio SINDACALE:
3487265561 fabrizio.capellini@confesercenti.sp.it
3497324527 fabio.lombardi@confesercenti.sp.it
3405733061 fabio.cidale@confesercenti.sp.it

Ufficio PAGHE
3336419404 m.longaretti@confesercenti.sp.it

Ufficio FISCALE
3492511479 patrizia.tacconi@confesercenti.sp.it

Ufficio PATRONATO
0187/691615 riccardo.bernardini1@confesercenti.sp.it

In un momento di grave emergenza sanitaria, determinata dal diffondersi dell’infezione da Coronavirus Covid-19, con forti ricadute sull’intera popolazione e sul tessuto produttivo nazionale e particolarmente sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, HYGEIA MUTUA SANITARIA ha reso disponibile una nuova copertura sanitaria “Diaria per COVID- 19” che andrà ad ampliare in modo gratuito e automatico l’attuale Piano Sanitario previsto per i Soci Confesercenti.

LE FAQ DI CONFESERCENTI

A – PAGHE E CONTRIBUTI

1. Quali aziende possono chiedere la cassa integrazione in deroga?

Quelle con un numero di dipendenti fino a cinque.

2. Ho il servizio paghe in Confesercenti, come faccio ad attivare la cassa integrazione in deroga?

L’ufficio paghe ha iniziato il disbrigo delle pratiche e siamo costantemente al lavoro per reperire le informazioni necessarie all’invio telematico.

3. Devo portarvi dei documenti per attivare la cassa in deroga?

Si, è necessario che il datore di lavoro innanzitutto ci comunichi il periodo che intende usufruire come cassa, per quali dipendenti e il numero delle ore, se totale o parziali. Contestualmente è necessario:
– Copia Carta d’Identità del Titolare o del Legale Rappresentante;
– Per quanto riguarda i DIPENDENTI è necessario sapere per ognuno di essi:
   Nome e cognome, codice fiscale, indirizzo di residenza, un indirizzo di posta
   elettronica in uso, numero di telefono e IBAN. 

LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ ESSERE INVIATA A m.longaretti@confesercenti.sp.it

4. Che periodo riguarderà la cassa la cassa in deroga?

La cassa può richiesta per i dipendenti in forza al 23 febbraio 2020 e fino al 31 agosto c.a. per un totale di 9 settimane anche non consecutive. Essa può partire, e quindi essere richiesta, solo dal giorno in cui c’è stata un’effettiva diminuzione di ore lavorative o la chiusura totale dell’attività.

5. I miei dipendenti da quando percepiranno lo stipendio della cassa?

Sarà stabilito dall’accordo regionale previsto dalla normativa sulla cassa integrazione.

6. Dovrò anticipare io lo stipendio prima che venga erogato con la cassa?

Bisogna vedere che cos’è stabilito nell’accordo regionale, comunque non è mai anticipato. Al massimo può essere pagato dal datore di lavoro, ma nel mese stesso recuperato dai contributi, come avviene nel caso della malattia.

7. Ho più di 5 dipendenti, qual è la procedura per la cassa integrazione?

In questo caso non è una cassa integrazione in deroga, ma si tratta di Fis (Fondo Integrazione Salariale). Si attiva previo accordo con i sindacati e la successiva comunicazione. Non appena sarà emanata la circolare ministeriale per l’attivazione, andrà fatta domanda on line all’Inps.

8. Non ho le paghe da voi, ma vorrei sapere quale procedura si deve attivare per la cassa in deroga (o per il Fis).

Possiamo dare informazioni, ma non possiamo fare la pratica perché si accede con un PIN che ha il consulente che gestisce le paghe e non può farlo un altro soggetto.

9. Vorrei portare da voi il servizio paghe per essere sicura/o di avere la giusta consulenza, come faccio?

Può contattare la mail m.longaretti@confesercenti.sp.it indicando il proprio telefono al fine di essere ricontattata/o.

10. Nel caso di ditta individuale, i coadiuvanti possono accedere alla cassa integrazione?

No, la cassa riguarda solo i dipendenti.

 

B – INPS

1. Quali categorie hanno diritto al bonus dei 600 euro?

–  Lavoratori autonomi come commercianti e artigiani iscritti all’Inps (gestione Ago), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie

–  Liberi professionisti titolari di partita Iva (alla data del 23 febbraio 2020) e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla gestione separata dell’Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie

–  Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e l’entrata in vigore del decreto legge, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del decreto stesso.

L’indennità non rientra nel reddito tassabile e non è cumulabile con il reddito di cittadinanza.

2. Come posso accedere al bonus di 600 euro e quali documenti servono?

L’INPS ha comunicato quella che sarà la procedura di rilascio del PIN. Che brevemente ricordiamo: è necessario avere una delle seguenti credenziali:
Pin
Spid di livello 2 o superiore
Carta identità elettronica
Carta nazionale dei servizi

Per chi non ha le sopra indicate credenziali potrà richiedere il pin tramite portale Inps o contact center. Il pin verrà inviato tramite SMS o e mail. Con il pin rilasciato si potrà accedere alla richiesta del contributo.

3. I collaboratori hanno diritto al bonus?

Sì: sulla base del testo del decreto, che non parla di imprenditori ma di lavoratori autonomi, hanno diritto al bonus non solo i titolari d’impresa ma anche i collaboratori, purché iscritti a Inps – Ago, non titolari di pensione e non iscritti al altre forme previdenziali obbligatorio, ad eccezione delle gestione separata.

4. I soci hanno diritto al bonus?

Nella stessa logica applicata ai collaboratori (si veda il precedente punto 3), sembrerebbe di sì, ma sul punto si è ancora in attesa di un’interpretazione ufficiale della norma da parte dell’Inps.

5. Ho i servizi paghe e contabilità (o anche solo uno dei due servizi) da voi, pensate voi alla pratica per il bonus?

Sì, previa richiesta della eventuale documentazione a supporto della pratica.

 

C – FISCO E CONTABILITÀ

1. Come faccio a consegnarvi i corrispettivi?

Se la sua attività è aperta, basterà consegnarceli alla riapertura dei nostri uffici. Nel caso, invece, che la sua attività sia chiusa, il registratore telematico consente di comunicare automaticamente le giornate di chiusura, trasmettendo un file comprendente la totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di inattività.

2. Le scadenze fiscali sono state spostate al 31 maggio; mi informate voi sulle eventuali procedure che occorrono e come ottemperare ai pagamenti?

Provvederemo a informare tramite i nostri contabili e i nostri mezzi di comunicazione (sito, newsletter e pagina facebook).

3. È stato sospeso il canone d’affitto mensile del negozio?

No, il canone va pagato. Eventualmente si può procedere a un accordo scritto con la proprietà del locale per eventuali modifiche dell’importo mensile e del relativo contratto. (Richiesta accordo locatore)

4. Se i locali dove esercito la mia attività sono in affitto, quali agevolazioni ho?

Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60 % dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020; il credito è utilizzabile in compensazione. Il beneficio è concesso solo si tratta di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 e soltanto  per quelle attività commerciali che hanno dovuto chiudere a seguito del Dpcm 11 marzo (clicca qui per l’elenco).

5. Come posso richiedere questo credito d’imposta?

Provvederemo direttamente noi per gli associati che si avvalgono dei nostri servizi di contabilità, previo invio al contabile di riferimento del contratto di affitto.

 

D – CREDITO E FINANZIAMENTI

1. Come posso avere informazioni per l’accesso al credito per liquidità?

Il decreto Cura-Italia ha potenziato gli strumenti di garanzia del fondo centrale MCC e/o del Confidi, al fine di agevolare l’accesso al credito. Rimane in capo alla banca la discrezionalità di concedere nuovi finanziamenti per liquidità o rinegoziare finanziamenti in essere con incremento di liquidità.

Per maggiori informazioni in merito inviare una mail a fabrizio.capellini@confesercenti.sp.it indicando il proprio telefono al fine di essere ricontattata/o.

2. Come devo fare per la moratoria dei mutui e/o dei finanziamenti?

La moratoria dei mutui e/o finanziamenti è da richiedere alla propria banca comunicando di volersi avvalere della sospensione in base al decreto Cura-Italia a fronte di carenza di liquidità causata dall’epidemia Covid-19. La stessa banca provvederà a richiedere le conferme di eventuali garanzie collegate al finanziamento (Confidi o Fondo Centrale MCC) o a comunicare la sospensione a Finpiemonte in caso di finanziamento agevolato regionale.

3. La Regione Liguria ha stanziato dei finanziamenti a sostegno delle aziende?

Si. La Regione Liguria, tramite FILSE sono previste concrete iniziative a sostegno delle imprese liguri per l’emergenza Covid-19. Nel dettaglio:

Fondo di garanzia a sostegno delle imprese del turismo, commercio ed artigianato: Regione Liguria ha deliberato l’attivazione di un Fondo di garanzia “Emergenza Covid-19” a sostegno finanziario del Circolante a favore di Micro e Piccole Imprese del Turismo, Commercio e Artigianato.

Fondo a sostegno dei commercianti ambulanti:  a seguito della DGR n. 197 del 11 marzo 2020, è stato attivato un apposito Fondo rotativo per la concessione di prestiti rimborsabili a fronte di piani di intervento a sostegno del capitale circolante a favore di MPMI esercenti commercio ambulante.

Fondo a sostegno delle imprese culturali private: seguito della DGR n. 199 del 11 marzo 2020, è stato attivato un apposito Fondo rotativo per la concessione di prestiti rimborsabili a favore di MPMI esercenti attività imprenditoriali culturali private.

 

E – GENERALI

1. È possibile la consegna a domicilio?  

Sì è possibile per TUTTE le attività di vendita e di somministrazione, sia quelle che – in base al Dpcm 11 marzo – devono rimanere chiuse, sia quelle che possono rimanere aperte. Devono essere rispettati i requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto. Chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una cosiddetta. piattaforma – deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

Confronta la Faq del governo (sul sito http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa – area pubblici esercizi e attività commerciali), che non prevede alcuna limitazione da parte delle amministrazioni comunali.