Shopper: nuove norme dal 1 gennaio 2018.

confesercentiCommercio, Confesercenti

La Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati ha approvato un Disegno di Legge (DL n. 91/2017 Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno) nel quale vengono definite le nuove norme sulle borse di plastica leggere, secondo una serie di requisiti di carattere generale. A partire dal nuovo anno, quindi, gli shopper leggeri e ultraleggeri utilizzati per il trasporto di merci e prodotti, a fini di igiene o come imballaggio primario in gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria, dovranno:

  • essere biodegradabili e compostabili secondo lo standard internazionale Uni En 13432;
  • essere realizzate con un contenuto di materia prima rinnovabile di almeno il 40% (che dovrà diventare il 50% a partire dal 1 gennaio 2020 e il 60% dal 1 gennaio 2021);
  • essere cedute esclusivamente a pagamento e il prezzo di vendita dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto delle merci.

Obiettivo della nuova norma, inibire la pratica illegale di diciture quali “sacchetti a uso interno” messa in atto per eludere la normativa sugli shopper che nel corso degli anni ha provocato danni sia all’ambiente sia a tutti quei commercianti che si erano adeguati alle norme già in vigore relative ai divieti sulla commercializzazione dei sacchetti per la spesa in plastica.

Legge di riferimento e caratteristiche tecniche degli shopper.

L’art. 9-bis del DL n. 91/2017 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), aggiunto dalla legge di conversione, n. 123 del 3 agosto scorso, ha provveduto al recepimento della Direttiva UE n. 2015/720, che interviene al fine di ridurre l’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero e pone rimedio alla procedura di infrazione n. 2017/0127 aperta dall’UE nei confronti dell’Italia per mancato recepimento nei termini della Direttiva (scadenza: 27 novembre 2016).

La norma ha abrogato le precedenti disposizioni del nostro Paese in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci, ed in particolare i commi 1129, 1130 e 1131 dell’art. 1 della legge n. 296/2006 e l’art. 2 del DL n. 2/2012.

In particolare, l’art. 226-bis (Divieti di commercializzazione delle borse di plastica) prevede che, fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili (quelle certificate da organismi accreditati, rispondenti ai requisiti stabiliti dal CEN, ed in particolare dalla norma EN 13432 recepita con la norma nazionale UNI EN 13432:2002, che possono regolarmente essere poste in commercio), è vietata la commercializzazione delle borse di plastica (borse con o senza manici fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti) in materiale leggero (con uno spessore della singola parete inferiore a 50 micron), nonché delle altre borse di plastica non rispondenti a determinate caratteristiche descritte dallo stesso art. 226-bis, al comma 1.

Shopper, buone prassi di commercializzazione.

In ogni caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero utilizzate a fini di igiene, come gli shoppers per il trasporto dei prodotti, non possono essere distribuite a titolo gratuito e il loro prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite: tale obbligo sarebbe vigente fin d’ora, ma da quanto è dato sapere il Ministero lo riterrebbe vigente a far data dal 1° gennaio 2018, con l’avvio del programma di riduzione.

Inoltre, al fine di fornire idonee modalità di informazione ai consumatori e di consentire il riconoscimento delle borse di plastica commercializzabili, i produttori delle borse di cui agli articoli 226-bis e 226-ter, ferme le certificazioni ivi previste, devono apporre su tali borse i propri elementi identificativi, nonché diciture idonee ad attestare che le borse prodotte rientrino in una delle tipologie commercializzabili.

Borse di plastica, progressiva riduzione a partire dal 1° gennaio 2018.

Al fine di conseguire una riduzione sostenuta dell’utilizzo di borse di plastica, il successivo art. 226-ter prevede la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero, cioè quelle con uno spessore della singola parete inferiore a 15 micron richieste a fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi (in pratica le bustine che nei reparti dell’ortofrutta vengono utilizzate per prelevare e pesare frutta e verdura e quelle che, in generale, vengono utilizzate per imballare gli alimenti sfusi).

Si tratta di un programma di riduzione di quelle borse ultraleggere che non abbiano le caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002 attestate da certificazioni rilasciate da organismi accreditati e un contenuto minimo di materia prima rinnovabile secondo le percentuali previste dallo stesso art. 226-ter, determinato sulla base dello standard stabilito dalla legge.

La progressiva riduzione delle borse di plastica in materiale ultraleggero sarà realizzata secondo le seguenti modalità:

  1. a) dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;
  2. b) dal 1° gennaio 2020, il contenuto minimo di materia prima rinnovabile deve essere non inferiore al 50 per cento;
  3. c) dal 1° gennaio 2021, tale contenuto minimo sale al 60 per cento.

Sistema sanzionatorio.

La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 226-bis e 226-ter è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure un valore di queste ultime superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore, nonché in caso di utilizzo di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi. All’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa.

A conclusione ricordiamo che sul sito della Gazzetta Ufficiale è presente il testo integrale della riforma e che gli uffici della Confesercenti sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.