Stabilimenti balneari: approvato alla Camera il DDL sulla riforma in tema di concessioni del demanio marittimo.

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La Camera ha approvato (con 173 voti a favore, 82 contrari e 41 astenuti)  il disegno di legge sulla riforma in tema di concessioni del demanio marittimo ad uso turistico ricreativo, così da recepire la direttiva Bolkenstein, come da tempo chiedeva la Ue. Vediamo quali saranno le principali novità in attesa del via libera da parte del Senato.

  • Spiagge e stabilimenti: il perché della riforma. 

Come anticipato nei mesi scorsi la Camera ha approvato il disegno di legge sulla riforma in tema di concessioni del demanio marittimo riguardanti spiagge e stabilimenti balneari nonché le concessioni demaniali lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo. La riforma,  necessaria al fine di rendere conforme la normativa italiana ai principi di derivazione comunitaria dettati dalla Direttiva Bolkenstein (Direttiva dell’Unione Europea 2006/123/CE sulla liberalizzazione dei servizi), prevede una serie di novità in tema di concessioni del demanio marittimo.

Salvo stravolgimenti da parte del Senato le concessioni marittime saranno soggette a procedure di selezione basate sulla libera concorrenza  e di conseguenza per il loro affidamento si dovrà fare ricorso a una procedura di selezione pubblica nella quale potranno risultare vincitori tanto i “concessionari uscenti” quanto le nuove imprese. Verranno, dunque, premiati i migliori imprenditori, ossia coloro che sapranno elevare lo standard qualitativo dei servizi offerti nell’ impresa balneare, in quanto l’obiettivo è di tutelare, nel rispetto della salvaguardia dell’ambiente, il turismo balneare, favorendo lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico ricreativa.

  • Demanio marittimo, le principali novità.

Tra i principi fissati nella delega, in attesa della riforma della normativa da parte del Governo,  ci sono la previsione di un periodo transitorio (fino al 2020) per l’applicazione della disciplina di riordino alle concessioni in essere al 31 dicembre 2009, ferme restando le previsioni dei rapporti contrattuali in corso tra concessionari e gestori.  Sarà previsto il riconoscimento del valore commerciale delle imprese a tutela degli investimenti effettuati e una quantificazione dei canoni basate su valori alternativi a quelli fissati dall’Osservatorio del mercato immobiliare. Le concessioni non saranno più assegnate automaticamente ma bensì mediante procedure imparziali e trasparenti. Si dovrà anche tener conto della professionalità e dell’esperienza acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali per le finalità turistiche-ricreative.

Vediamo nello specifico di analizzare i punti che maggiormente interesseranno le imprese del nostro litorale tenendo conto che il governo dovrà prevedere criteri e modalità di affidamento che rispettino la valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali nazionali.

  • Spiagge e stabilimenti balneari: il principio del legittimo affidamento.

Il governo, oltre a prevedere un adeguato periodo transitorio per le concessioni assegnate entro il 31 dicembre 2009, dovrà riconoscere il principio del legittimo affidamento: la riforma in tema di concessioni demaniali marittime, nel rispetto della normativa di riferimento, non potrà “travolgere” e screditare il lavoro e la professionalità acquisiti negli anni dai “concessionari abituali”. Le nuove regole, infatti, dovranno garantire il rispetto di determinati principi per evitare che gli attuali titolari si trovino da un momento all’altro a perdere tutto quanto avevano costruito. Ci si riferisce, in particolare, alla tutela del cosiddetto legittimo affidamento, di quanti – ad esempio – confidando nella durata della concessione demaniale hanno posto in essere tutta una serie di rilevanti investimenti a lungo termine.

  • Il valore commerciale dell’impresa.

Per evitare, quindi, che gli attuali titolari si trovino da un momento all’altro a perdere tutto quanto avevano costruito, talora con non pochi sacrifici, verrà riconosciuto il valore commerciale dell’impresa. Gli attuali concessionari, infatti, preoccupati di veder vanificati gli sforzi compiuti in lunghi anni di lavoro necessari nella creazione del valore economico degli stabilimenti balneari, vedranno salvaguardata la professionalità di gestione dell’impresa. Questo significa che le nuove concessioni verranno affidate riconoscendo e tutelando gli investimenti eseguiti, i beni aziendali ed il loro valore commerciale, salvaguardando – per quanto possibile – la continuità aziendale.

  • Demanio marittimo: rispetto dell’ambiente e maggiore accessibilità.

Tra le novità di rilievo, la riforma sulle concessioni del demanio marittimo prevede un meccanismo premiale per le strutture a basso impatto ambientale e che offrono servizi di fruibilità della infrastruttura e della spiaggia ulteriori rispetto a quelli già previsti per legge a favore delle persone disabili.

  • La salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.

Importantissima, inoltre, anche la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, ove le risorse naturali disponibili sono scarse. Ed infatti, l’obbligo di ricorrere a procedure selettive per la scelta dei candidati delle concessioni demaniali marittime sussisterà soltanto «qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili». Spetterà alle Regioni, con specifica legge, definire il numero massimo di concessioni assegnabili al singolo operatore tale comunque da garantire adeguata pluralità e differenziazione dell’offerta. Anche questo rappresenta un punto molto importante su cui la nostra Associazione si è battuta per evitare – per esempio- che un grande investitore potesse presentarsi con la propria forza e facesse incetta di concessioni a scapito di tutti coloro che con passione e dedizione hanno rappresentato per decenni una tipicità socio economica tutta ligure.

  • Il sistema di calcolo dei canoni concessori.

Viene poi  rivisto il sistema di calcolo dei canoni concessori, classificando i beni in un minimo di tre categorie di valenza turistica e, nello stesso tempo, andando verso il superamento dei valori dell’Osservatorio immobiliare italiano, la cui applicazione aveva avuto un impatto particolarmente pesante per tutte quelle imprese che avevano visto lievitare in maniera esponenziale i canoni d’affitto. Andranno quindi rideterminati i canoni concessori con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse.

E’ bene ricordare che i Comuni costieri, tanto quanto i concessionari, avranno l’obbligo di rendere pubblici, tramite i propri siti internet, i dati concernenti l’oggetto delle concessioni e i relativi canoni.

Ricordiamo, infine, che i nostri uffici sono a disposizione per qualsiasi chiarimento in materia di rinnovo delle concessioni demaniali.