Sicurezza alimentare: indicazione obbligatoria dello stabilimento di produzione sull’ettichetta degli alimenti.

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Confesercenti La Spezia informa che è stato pubblicato in GU n. 235 del 7-10-2017 il Decreto legislativo n. 145, emanato dal Governo in attuazione dell’art. 5 Legge n. 170/2016 e ss. (Delegazione europea 2015), recante per i prodotti alimentari la disciplina dell’indicazione obbligatoria in etichetta dello stabilimento di produzione.

Tale provvedimento delegato, in vigore a decorrere dal 22 ottobre 2017 p.v., prevede in particolare per tutti gli alimenti preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività la reintroduzione dell’obbligo di indicare nell’etichetta la sede dello stabilimento di produzione o, qualora diverso, l’indirizzo dello stabilimento di confezionamento.

Pertanto la ratio del D. Lgs n. 145/2017, approvato tenendo conto del parere espresso dalle competenti Commissioni parlamentari e delle proposte di modifica formulate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni, risiede nella duplice esigenza di garantire ai consumatori una corretta ed esauriente informazione circa l’origine del prodotto, nonché assicurare una migliore ed immediata rintracciabilità dell’alimento stesso da parte degli organi di controllo per una più efficace tutela della salute umana.

Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per lo smaltimento delle etichette già stampate, e fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell’entrata in vigore del Decreto ma già immessi in commercio.
Il Decreto Legislativo prevede l’obbligo di indicare sulle etichette dei prodotti alimentari la sede dello stabilimento. La dicitura obbligatoria riguarda l’indirizzo di produzione o, “se diverso”, quello di confezionamento.
L’indirizzo potrà venire omesso:

  • Quando la citazione della località, o della frazione, sia sufficiente a identificare l’impianto
  • Quando la sede dello stabilimento sia compresa nel marchio, ovvero quando essa coincida con quella dell’operatore responsabile
  • Quando la confezione riporta un marchio di identificazione o un bollo sanitario.

E’ appena il caso di ricordare al riguardo che tale obbligo era stato inizialmente sancito dal legislatore nazionale ai sensi del D. Lgs n. 109/1992 e ss. (Attuazione delle Direttive UE concernenti l’etichettatura dei prodotti alimentari), poi tramutato in mera facoltà con l’entrata in vigore del Regolamento UE n. 1169/2011 a decorrere dal 2014 e quindi abrogato in seguito al riordino della Normativa Europea in materia di etichettatura alimentare. L’Italia ha stabilito la sua reintroduzione al fine di garantire, oltre che una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli Organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute.
La Legge di Delega affida la competenza per il controllo del rispetto della norma e l’applicazione delle eventuali sanzioni all’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF).