Legge sulla grande distribuzione, De Luise: «Molti discorsi sul metodo, ma qual è l’obiettivo sostanziale?»

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Nuovo intervento della presidente di Confesercenti Liguria, Patrizia De Luise, rispetto al disegno di legge sulla grande distribuzione in discussione presso la Regione Liguria: «Il dibattito sulla legge regionale per regolamentare l’apertura di medie e grandi strutture di vendita e centri commerciali sta assumendo toni grotteschi. Tutti i soggetti coinvolti fanno dichiarazioni su questioni di competenza, legittimità, gerarchia delle fonti normative e quant’altro: argomenti certamente importanti, ma nessuno, a parte l’assessorato allo Sviluppo Economico, ha fin qui espresso una chiara posizione sugli obiettivi che questo provvedimento dovrebbe raggiungere per il bene della comunità delle imprese e dei consumatori liguri. In particolare, nessuno ha chiarito come intenda tutelare il piccolo commercio per salvaguardare vivibilità e socialità del territorio e posti di lavoro.

«Non vorremmo che dietro alle questioni di metodo si nascondesse la volontà a far prevalere gli interessi di parte, continuando secondo l’andazzo di questi anni nei quali i Comuni hanno utilizzato l’espediente della grande distribuzione organizzata per recuperare oneri di urbanizzazione, mascherare l’incapacità di attirare investimenti nelle aree produttive dismesse e fingere, in buona sostanza, di perseguire un modello di sviluppo che non c’è. Salvo poi, in campagna elettorale, spendere parole sull’importanza e sulla tutela del piccolo commercio.

«Che si utilizzino criteri generali o si ragioni per ambiti, bisogna dire chiaro e tondo che questo territorio non può sopportare altri insediamenti della grande distribuzione. Secondo il report dell’Istituto Nielsen lo scorso anno, in Italia, hanno chiuso 500 supermercati in più di quanti ne abbiano aperto, e crediamo che questi numeri dicano tutto sulla situazione. Il consumo di risorse del nostro territorio (in termini di salute, rischio idrogeologico e non solo) che i parametri individuati dallo studio regionale misurano, rappresenta uno strumento oggettivo e importante per commisurare gli interessi di tutti, sia che vengano applicati agli ambiti – i quali in termini programmatori darebbero maggiori certezze agli imprenditori – sia secondo criteri più generali.

«Infine, ribadiamo con forza che la costruzione di un outlet non può essere decisa sulla base degli interessi di un singolo Comune, sia esso il capoluogo di regione o l’ultimo paese della Liguria sulla carta geografica. Ma bisogna comunque fare presto: è fondamentale evitare che la moratoria scada il 30 luglio senza che si sia votato un nuovo provvedimento perché, in tal caso, significherebbe dare carta bianca all’apertura di nuovi insediamenti ovunque».